A Bertonico, in provincia di Lodi, si è conclusa la riconversione dell’impianto della Società Agricola Dordoni. La struttura, nata nel 2021 per produrre energia elettrica da biogas, è oggi un impianto da 500 Sm³/h di biometano. All’inizio di luglio 2026 il primo metro cubo è stato immesso nella rete del gas.
Il primo impianto biogas realizzato nel 2021
La collaborazione tra la Società Agricola Dordoni e Corradi & Ghisolfi è iniziata nel 2021 con la realizzazione di un impianto biogas da 300 kW. L’impianto utilizzava soprattutto reflui zootecnici provenienti dagli allevamenti aziendali, stocchi di mais insilati, triticale e colture di secondo raccolto.
Nel primo anno di esercizio l’impianto ha prodotto oltre 2,3 milioni di kWh e ha funzionato per 8.720 ore, al netto dei fermi destinati alla manutenzione. Questi risultati hanno costituito la base tecnica per valutare una successiva evoluzione verso la produzione di biometano.
La riconversione da biogas a biometano
Con le opportunità introdotte dal Decreto Biometano 2022, Dordoni ha scelto di riconvertire l’impianto esistente. L’obiettivo del revamping era aumentare la valorizzazione energetica dei reflui e dei sottoprodotti agricoli, passando dalla produzione elettrica da biogas alla produzione di biometano destinato all’immissione nella rete nazionale.
Corradi & Ghisolfi ha sviluppato un intervento coordinato sulle opere civili, sulle sezioni biologiche e sulle componenti impiantistiche necessarie a integrare le nuove unità con quanto era già in esercizio.
Le opere realizzate nel revamping
Il progetto ha interessato l’intera linea di gestione delle biomasse e del biogas. Le principali forniture e lavorazioni hanno compreso:
- una vasca di miscelazione del diametro di 9 metri e alta 4 metri;
- un nuovo digestore primario del diametro di 32 metri e alto 8 metri;
- uno stoccaggio coperto con recupero del biogas, anch’esso del diametro di 32 metri e alto 8 metri;
- una trincea per lo stoccaggio delle biomasse e un pozzo per la raccolta dei percolati;
- un nuovo locale pompe e nuove linee per la movimentazione dei liquami;
- le linee biogas, i ponti gas e il sistema di recupero delle condense;
- l’adeguamento dell’impianto elettrico, dei sistemi di sicurezza e della supervisione generale;
- il sistema di separazione del digestato e la torre di desolforazione biochimica.
Alimentazione e gestione delle biomasse
Il nuovo sistema di alimentazione ha una capacità di circa 120 m³ ed è progettato per ricevere substrati e matrici solide differenti. La paratoia idraulica spingente e le coclee convogliano la biomassa verso la pompa Biomix, che miscela la frazione solida con quella liquida prima dell’invio ai fermentatori.
Questa configurazione consente di gestire in modo controllato le matrici disponibili in azienda e di mantenere regolare l’alimentazione della sezione biologica.
Miscelazione riscaldamento e recupero del gas
Il nuovo digestore e lo stoccaggio con recupero del gas sono equipaggiati complessivamente con sei miscelatori COMBI MAX 7.0. La movimentazione radiale e assiale della biomassa favorisce l’omogeneità del contenuto e contrasta la formazione di croste superficiali.
Le due vasche sono dotate di sistemi di riscaldamento e di coperture gasometriche a doppia membrana. Il biogas prodotto viene raccolto e convogliato attraverso nuove tubazioni, ponti gas e dispositivi per il recupero delle condense fino alle successive sezioni di trattamento.
Automazione e supervisione dell’impianto
Il revamping ha compreso anche l’aggiornamento dell’automazione e della rete di controllo. La supervisione centralizzata raccoglie i principali dati di funzionamento delle diverse sezioni, compresi portate, pressioni, temperature, livelli, consumi ed eventuali allarmi.
La comunicazione con i sistemi esterni consente agli operatori di controllare l’impianto in tempo reale, consultare i dati storici e coordinare la produzione biologica con il trattamento del gas e l’immissione in rete.
Il primo metro cubo di biometano immesso in rete
All’inizio di luglio 2026 l’immissione del primo metro cubo di biometano ha segnato la conclusione del revamping e l’avvio della nuova fase produttiva. L’impianto può ora trasformare le risorse organiche dell’azienda in gas rinnovabile compatibile con la rete nazionale.
Il progetto valorizza reflui zootecnici e sottoprodotti agricoli all’interno di un ciclo integrato. Al termine della digestione anaerobica rimane inoltre il digestato, che può essere impiegato nella gestione agronomica secondo le prescrizioni applicabili, restituendo sostanza organica e nutrienti ai terreni.
Un progetto sviluppato insieme
La riconversione dell’impianto Dordoni prosegue una collaborazione iniziata con il biogas e consolidata con il passaggio al biometano. Corradi & Ghisolfi ha seguito progettazione, opere civili, impiantistica, automazione e coordinamento del cantiere, integrando le nuove sezioni con l’impianto esistente.
Dalla prima installazione del 2021 al primo biometano immesso in rete, il progetto mostra come un impianto agricolo possa evolvere nel tempo attraverso interventi di revamping definiti sulle caratteristiche dell’azienda e sulle matrici disponibili.

