A Sant’Alberto di Ravenna si è concluso il revamping dell’impianto Agrisfera Società Cooperativa Agricola. Il progetto ha trasformato la struttura esistente in un impianto per la produzione di 400 Sm³/h di biometano. All’inizio di luglio 2026 il primo metro cubo è stato immesso nella rete del gas.
La riconversione dell’impianto Agrisfera
Il progetto di Sant’Alberto ha coinvolto opere civili, impiantistica, automazione e sistemi per la gestione delle biomasse, del digestato e del biogas. Corradi & Ghisolfi ha progettato e realizzato le nuove sezioni affinché potessero integrarsi con l’impianto esistente e con le unità dedicate al trattamento del gas.
Il risultato è una configurazione rinnovata che accompagna le matrici dall’alimentazione alla digestione anaerobica, fino alla raccolta del biogas e alla sua trasformazione in biometano per l’immissione in rete.
Le nuove opere civili
L’intervento ha richiesto la realizzazione di nuove strutture in calcestruzzo armato, dimensionate in base alle esigenze biologiche e operative dell’impianto. Le opere principali comprendono:
- un nuovo digestore D3 del diametro di 32 metri e alto 8 metri;
- una vasca di stoccaggio del diametro di 36 metri e alta 6 metri;
- una vasca di miscelazione del diametro di 10 metri e alta 4 metri;
- una platea per il separato solido e una vasca per il separato liquido;
- due corsie per lo stoccaggio delle biomasse, con pareti alte 4,85 metri;
- i basamenti e le predisposizioni necessari alle nuove componenti impiantistiche.
Nelle pareti del digestore e della vasca di stoccaggio è previsto l’impiego di Penetron Admix, additivo per l’impermeabilizzazione e la protezione del calcestruzzo mediante cristallizzazione.
Il nuovo digestore e la miscelazione COMBI MAXI 300
Il nuovo digestore D3 costituisce una delle sezioni centrali del revamping. La vasca è dotata di isolamento sul fondo e sulle pareti, protezione interna nelle zone esposte al biogas, rivestimento esterno e copertura gasometrica a doppia membrana.
All’interno sono installati tre miscelatori orizzontali COMBI MAXI 300. Le pale generano un movimento radiale e assiale della biomassa, utile per distribuire in modo uniforme le matrici ad alto contenuto di sostanza secca e ridurre la formazione di croste superficiali. Ogni miscelatore è azionato da un motoriduttore da 15 kW e può lavorare in continuo o secondo cicli programmati.
Il digestore è inoltre equipaggiato con un sistema di riscaldamento a diretto contatto con la biomassa. La distribuzione del calore contribuisce a mantenere le condizioni di processo richieste dalla digestione anaerobica.
Alimentazione delle biomasse
La nuova tramoggia PolyPro100 SE Mega ha una capacità di circa 100 m³ ed è progettata per l’immissione di substrati e matrici solide. Il sistema di spinta e le coclee trasferiscono il materiale verso il digestore, assicurando continuità e controllo nell’alimentazione.
La vasca di miscelazione, equipaggiata con un miscelatore verticale, completa la preparazione dei substrati prima del loro ingresso nelle successive sezioni del processo.
Stoccaggio recupero del gas e separazione del digestato
La vasca di stoccaggio con recupero del gas, del diametro di 36 metri, è dotata di una copertura gasometrica a doppia membrana e di sistemi di sicurezza per il controllo della pressione. Tre miscelatori sommergibili mantengono il contenuto in movimento e agevolano la gestione operativa della vasca.
Il revamping comprende anche una nuova sezione per la separazione della frazione solida e liquida del digestato. Il separatore a vite elicoidale lavora insieme alle pompe e ai miscelatori dedicati, consentendo di indirizzare le due frazioni alle successive fasi di stoccaggio e utilizzo agronomico.
Nuove linee per liquami e biogas
Le modifiche al piping collegano il nuovo digestore, le prevasche, le vasche di stoccaggio e il sistema di separazione. L’offerta prevede circa 300 metri di linee per i liquami, realizzate con tubazioni adatte ai diversi tratti fuori terra e interrati.
La linea biogas, lunga circa 250 metri, collega le sezioni biologiche al sistema di trattamento. I ponti gas e i dispositivi per il recupero delle condense completano il percorso del gas prodotto prima delle fasi di purificazione e upgrading.
Automazione e controllo centralizzato
L’intervento ha incluso il revamping dell’impianto elettrico e del sistema di automazione. Il nuovo supervisore permette di gestire le utenze, visualizzare i parametri di processo, registrare gli allarmi e consultare dati storici relativi a consumi, produzione e utilizzo delle materie prime.
La rete di comunicazione mette in relazione la biologia con i principali sistemi esterni, tra cui cogenerazione, upgrading, booster e cabina di regolazione e misura. In questo modo gli operatori possono controllare da un’unica interfaccia le informazioni necessarie alla conduzione dell’impianto.

